Sono evidenziate le sequenze di materiale di costruzione (conci) che costituiscono una arcata la cui morfologia denota una fase costruttiva distinta e cronologicamente anteriore rispetto alla struttura che gli è stata appoggiata sopra.
Dall'osservazione diretta emerge una chiara stratigrafia verticale: la muratura di fase successiva sembra inglobare l'estradosso dell'arco, suggerendo che quest'ultimo sia stato utilizzato come fondazione o come elemento di supporto per una nuova cortina muraria meno raffinata.
Le ipotesi che si possono fare su questa struttura, che certamente potrebbe essere relativa ad una cupola (una volta a crociera?), possono essere accompagnate dai seguenti due aspetti:
- Innalzamento del piano di calpestio: La quota attuale del suolo, che interseca l'arco ben al di sotto della sua linea di imposta, testimonia un significativo innalzamento del piano di calpestio, in una zona dove l'accumulo antropico e i detriti di probabili crolli precedenti hanno progressivamente interrato le strutture antiche.
- Cavità ipogee e natura dell'arco: Sebbene la morfologia richiami un passaggio aperto, non si esclude la possibilità che l'elemento rappresenti un arco di scarico integrato nella cortina muraria originaria per deviare i carichi verso i piloni laterali. Tuttavia, la regolarità dell'intradosso depone a favore dell'ipotesi di un ambiente voltato o di un varco monumentale ora sepolto, suggerendo l'esistenza di vani o ambienti ipogei ancora integri al di sotto del livello stradale attuale.
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| Planimetria delle bonificazioni delle Paludi di Volla (1878) |
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| fonte: Google Earth Pro |





