domenica 24 maggio 2026

Risalirebbe al 1730 la costruzione del "basso" a fianco la "taverna nova" (mappa finale)

...e dunque...sintentizzando: nel mese di Luglio del 1730, il Notaio Jacopo Parisi certifica la riappacificazione tra l'Università di Casalnuovo (rappresentata dal Marchese don Carlo del Tufo) e il Monastero napoletano dei SS. Severini & Sossio (rappresentato dal Rev.do Padre Don Giulio Andrea De Palma) in merito all'opportunità - da parte del Monastero - della costruzione di alcuni "bassi" lungo la via Regia delle Puglie a partire dal termine della grancia stessa (in direzione di Napoli) e sempre in un territorio di pertinenza del Monastero.

Le parti, dopo varie schermaglie a suon di multe e carcerazioni di operai, si mettono d'accordo e stilano una mappa su come sarebbero stati sviluppati i lavori. Questa mappa, da me reperita presso l'Archivio di Stato di Napoli, rappresenta, dopo quella del 1695, un importante punto di riferimento per la zona, in quanto:

1. Conferma che la strada pubblica per raggiungere Casalnuovo era quella che oggi è via Zi Carlo.

2. Conferma che la strada "via Arcora" conduceva essenzialmente ad Afragola.

3. Identifica un nuovo "soggetto" storico che aveva possedimenti nella nostra area, ovvero il Monastero del SS. Sacramento di Napoli.

Nella figura, le misure sono espresse in palmi napoletani (1 palmo = 26,45 cm) e assommano ad 80, ovvero 21,16 m.
Usando Google Earth possiamo calcolare questa distanza:

Google Earth Pro - 21,15 m.

Ritornando indietro alla Tavernanova del 1929 (le foto aeree più vecchie al momento conosciute...):

Progetto Cirice - Tavernanova 1929, particolare

Tenendo presente le ombre che ricadono sulla via delle Puglie, ad occhio e + lo spazio che penetra verso la biforcazione via Arcora-via Zi Carlo è paragonabile alla misura vista nella foto di Google Earth.
Del basso non c'è traccia e ciò potrebbe essere dovuto a due fattori:

  1. Distrutto per mantenere la viabilità durante il decennio francese.
  2. Il "basso", alla fine, si sarebbe costruito un poco più all'interno del perimetro stradale delle via delle Puglie e potrebbe essere in parte identificato da quella costruzione che vediamo immediatamente dietro, sul versante destro, della Trattoria Barone.
Se vi va, postate le Vs. ipotesi.

Buona domenica!



lunedì 18 maggio 2026

Tavernanova e le suddivisioni del territorio agli inizi del '900 (II)

 Per quanto riguarda le zone di territorio di pertinenza dei comuni di S. Sebastiano-Volla, Afragola e Ponticelli, le sezioni particolari più interessanti da vedere per ora non sembrano disponibili. Al loro posto i Quadri di unione:

Quadro d'unione Volla-S. Sebastiano

Quadro d'unione Ponticelli

Quadro d'unione comune di Afragola

In queste foto-riproduzioni non è difficile trovare le zone nei pressi del nostro villaggio.


sabato 16 maggio 2026

Tavernanova e le suddivisioni del territorio agli inizi del '900 (I)

Una delle prime cartografie in cui il territorio tavernanovese viene in qualche modo suddiviso tra i vari Comuni della zona, risale alla prima metà del XIX secolo.

Particolare di una cartografia dell'Istituto Gegrafico Militare (1801-1850)

Abbiamo dunque che le poche case e le masserie della zona, compresa la vecchia grancia dei Monaci di S,Severino & Sossio di Napoli all'interno della quale si svolgevano attività di taverna, erano localizzate nei territori dei pertinenza di Casalnuovo, Pomigliano d'Arco, Ponticelli, San Sebastiano ed Afragola.

Tant'è che in un riordino catastale agli inizi del '900 (1894 - 1905) raccolto nell'ambito del progetto Cirice, questa configurazione viene ancora evidenziata:

Cartografia catastale Pomigliano d'Arco (particolare)

In particolare, questa cartografia è relativa al territorio del Comune di Pomigliano, al quale Tavernanova faceva riferimento quale pertinenza. In alto c'è il confine con il territorio di Casalnuovo, a sinistra quello di Afragola; a sud il territorio confinava con il Comune di Casalnuovo.

Cominciamo allora proprio da quest'ultimo: il Comune di Casalnuovo.

Cartografia Catastale Casalnuovo: particolare

In questa cartografia abbiamo due interessanti elementi:
  • La Masseria dei Marchesi della Torre
  • La via Monte Zi Carlo (che sulla mappa di Pomigliano viene indicato come "si Carlo": vi rimando al post del 2024 a proposito...)
Altra cartografia interessante è la seguente:

Cartografia Catastale Casalnuovo: particolare

Qui troviamo tutta la parte di via Filichito, il Borgo di Casamanna, la Casa dell'acqua della Bolla, le due Masserie di fronte a Palazzo Gaudiosi.
Notate che ci sono pochissime costruzioni lungo la via delle Puglie a partire dall'ingresso di via Filichito e fino a quello di via Casamanna...

Concludiamo questa prima parte dirigendoci più a sud, dove incontriamo Casarea:

Cartografia Catastale Casalnuovo: particolare

venerdì 1 maggio 2026

Il culto dell'Addolorata a Tavernanova: ipotesi 1799...

 Nel 2013 mi ero imbattuto in un documento che evidenziava come il culto dell'Addolorata, già nel 1856, era considerato una tradizione consolidata nel nostro villaggio.

Tradizione che si è poi innestata agli inizi del XX° secolo con la dedicazione della Chiesa Parrochiale.

In un post del 2024 poi, ho presentato una cartolina risalente al 1930 circa con un dettaglio molto importante: l'abito della Vergine fotografato in cartolina era un dono della Contessa Grimaldi.

Volendo investigare sulla contessa, ne vien fuori che:

Fra la famiglia Torre (quella della Massaria che si raggiunge da via Zi Carlo) e la famiglia Grimaldi (o Crimaldi) vi era un vincolo di parentela[1].

La famiglia Grimaldi possedeva una Cappella gentilizia nella chiesa di S.Brigida a Napoli. In questa cappella fu fatta installare una statua della Madonna Addolorata il 17 agosto 1799, per ringraziamento avendo la Madonna dell’Addolorata protetta la famiglia dai tumulti succedutisi alla caduta della Repubblica Napoletana.

Ciò potrebbe mitigare la prima ipotesi che il culto della Vergine venne introdotto da San Gaetano Errico di Secondigliano bensì si può pensare che da questi fu "irrobustito".

Il fatto che vi sia una firma sull'abito della statua della Addolorata, ci porta a fare alcune considerazioni ulteriori: se partiamo dal presupposto che la statua era quella già censita nella Cappella di S.Maria ad Nives, dovremmo chiederci se essa fu donata proprio nel 1799 e quindi già con l’abito donato dalla contessa o se la statua fosse in qualche modo più recente di qualche decennio (primi dell'800).
Altra ipotesi è che l’abito possa essere stato donato nel periodo storico di don Viscardi proprio in occasione della costruenda Chiesa dell’Addolorata, e che abbia sostituito quello originale più vecchio: in tal caso, la Contessa Grimaldi in questione potrebbe essere Emma o Amalia (cfr. http://www.genmarenostrum.com/).

[1] Isabella del Pezzo (1741 - 1822), figlia di Camillo (1700 - 1758), 4° marchese di Civitaretenga e di Luisa Pisani  († Napoli, 1787), sposò a Napoli nel 1760 Giuseppe Grimaldi, figlio di Francesco, barone di Galdo Maggiore, discendente degli antichi baroni Messimeri (fonte: nobili-napoletani.it)

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