domenica 12 luglio 2026

...la Taverna del Salice vista dall'AI


 La Taverna del Salice vista da dietro rispetto alla via Regia delle Puglie, così come immaginata dall'AI sulla base della cartografia dell'Archivio dei Girolamini pubblicata di recente.

domenica 28 giugno 2026

domenica 21 giugno 2026

Nella Pianta dei Molini della Palude di Napoli, una interessantissima "vista" di sorgenti (e di molini, ovvio)...

Archivio dei Gerolamini, pianta dei molini della Palude di Napoli (part.)

 Una interessantissima cartografia è rappresentata dalla “Pianta a braccio di tutti li Molini, che sono nelle Paludi di questa città di Napoli, dalla Bolla per infino al Mare detti della Corsia[1], come anche di tutti gli altri, che sono in dette Paludi [] o con acque di Scaturiggini o con derivate da Formali Reale, che viene dalla Bolla, o pure dall’acque dette di Carmignano [] particolarmente n.to si osserva”. La data è Napoli, 26 luglio 1728.

 In questa pianta si può innanzitutto osservare la strada Regia della Puglie a sinistra con la diramazione in zona Salice che porta a Casalnuovo. Poi:

  •          La Casa dell’Acqua detta la Volla[2]. viene dalla Preziosa con le sue diramazioni “acqua che va alle fontane” e “acqua che va alli Molini”.
  •         Il Salice”, con l’omonima taverna e, di fronte, la Chiesa di S.Maria di Costantinopoli.
  •         dettagli sull’ “Acquedotto di Carmignano”, che viene dalle radici de monta Taurno [Taburno] e porta l’acqua che va alle fontane e va alli molini.
  •         Sorgive di S. Liguoro – se ne contano quattro – che sono indicate in un’ area particolarmente depressa.
  •         una Sorgiva degli Incurabili.
  •        Una “Casa della forma non manda acqua” ma che si collega al flusso delle 5 sorgive per formare un corso d’acqua che passa sotto il “Ponte detto di S.Antuono”.
  •       Nelle immediate vicinanze della Corsia” si dipartono ben sei sorgive “nel Territorio di Giuseppe Genovese, ma si congettura siano rotture fatte dall’acqua che viene dalla Volla, mentre si ritrova elevata dal piano del territorio molti palmi, sostenuta da argini di terra.”. Al centro della ramificazione di queste sei sorgive, ne viene indicata una con il 7 definita quale “sorgiva vera”.
  •         La “Taverna del Pepe
  •         Due molini, che possiamo considerare in area arcoriana, che sono:

o   Molino di Giuseppe Genovese

o   Molino di Dentice-Spica

 

Via via che si va verso Napoli, si passa attraverso elementi del territorio di Ponticelli (es. Molino dell’Annunziata).


[1] per Corsea, altro nome con cui si indicava il fiume Sebeto.

[2] l’estensione inusuale (rispetto ad oggi) potrebbe riferirsi alla Massaria denominata "Scampia", di proprietà del Monastero di S.Ligorio e che era affittata a Carmine Manna nel 1695 (ASN, Monasteri Soppressi, n.3378).

domenica 31 maggio 2026

Donna Cornelia Gattola Montella e il Monastero di S.Ligorio (II): le Massarie affittate a Carmine Manna

 L'altra Massaria che il Monastero acquista "sub asta" dal patrimonio del Conte di Montella era denominata Scampia ed era sita "alla Volla attaccata alla Casa delli Accqua". 

Nel prezzo complessivo, di ducati 1381, vi erano anche 200 ducati per la dote della Sign.ra D. Vittoria de Cardines, Monaca Professa, dovuti dal detto Conte.

Le misure del territorio furono fatte dal Tavolario Giovan Battista Manna nel 1695.

La proprietà confinava con due vie pubbliche, con la Casa dell'Acqua, con i beni del Monastero di S.Maria delle Grazie di Napoli al quale l'affituario Carmine Manna paga d'Estaglio ( a forfait...):

  • 25 ducati in denaro
  • 5 botti di vino

L'affitto di questa Massaria, di 12 moggia 1 quarta 5 mone e 4 quinte, passerà ad Evangelista Manna (suo figlio di terza generazione).

Nota:

1 Moggio (Moia) = 10 Quarte
1 Quarta = 9 None
1 Nona = 5 Quinte [1]


martedì 26 maggio 2026

Donna Cornelia Gattola Montella e il Monastero di S.Ligorio (I): le Massarie affittate a Carmine Manna

 Due interessanti pergamene risalenti al 1695 ci parlano di due Massarie nell'area tavernanovese, entrambe affittate a Carmine Manna.

La prima Massaria "Arborata e vitata e casa consistente in uno Caselino, tre bassi stalla grande e piccola, Cellaro con due tenacci Lavatorio e Pozzo, sito in pertinenze di Casalnuovo dove si dice la Volla, incontro la Tavernanova, di moija 30...",  viene così assegnata al Monastero di S.Gregorio Armeno (o S. Ligorio) "per le quali deve conseguire dal detto Conte per le doti, et altro, della Sig.ra D. Cornelia Gattola Monaca Professa in esso figlia di d.o  Sign. Conte".

Il conte è D. Luigi (Luise) Gattola, Conte di Montella, che all'epoca probabilmente non navigava in buone acque, visto che dovette vendere altri 12 moggi "ad istanza de Creditori".

Ad ogni modo, il Monastero di S.Ligorio prese il possesso della Massaria al primo giugno del 1654 per mano del notaio Antonio Donnarumma.

I confini del territorio di tale Massaria, affittata nel 1695 a Carmine Manna, erano i seguenti:

  • Monastero del Gesù di monache del Monastero di S.Ligorio
  • Monastero della Croce di Lucca
  • Monastero della Maddalena
  • con la via pubblica
Possiamo affermare che con buona probabilità, in attesa di individuare su qualche mappa questa Massaria, che, vista la compresenza del M.ro della S.Croce di Lucca e di quello della Maddalena, il territorio della Masseria si trovasse nell'area della Casa dell'Acqua, in area sud, sud-est.

<continua>


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