mercoledì 1 aprile 2026

Il restauro della "Carta degli acquedotti di Napoli" e i luoghi arcoriani (I)

 Grazie ad una chiacchierata con l'amico Savio Di Dato (Mamagrà), ho reperito attraverso un link legato al progetto "CoolCity", un paio di immagini della "Carta degli acquedotti di Napoli".

Tale mappa, risalente al 1734, o al 1739 (sicuramente c'è stato qualche errore di battitura attraverso gli articoli di riferimento) è stata presentata al pubblico nel Refettorio della Certosa di San Martino dopo una restaurazione del 2017.

E' un disegno a china (mm. 1004 x 1310) di grande valore documentario facente parte delle collezioni museali, rimasta praticamente inedita per circa un secolo, relegata nei depositi e in pessimo stato di conservazione. Il restauro. realizzato da Donatella Cecchin e sostenuto dall'Associazione Amici dei Musei di Napoli con il contributo della Fondazione Banco di Napoli, ha consentito la lettura di uno stato di fatto dell’area delle Paludi di Napoli nei primissimi anni del Regno di Carlo di Borbone, con la rappresentazione della Villa di Poggioreale, orti, idrografia e mulini, fino al Ponte della Maddalena sulla linea di costa; rintracciati anche i nominativi dei proprietari dei fondi: enti religiosi, feudatari e comuni cittadini. (Fonte: A. De Dominicis, BIBLIOGRAFIA RAGIONATA INTERATTIVASUL COMPRENSORIO DI BONIFICADELLE PALUDI DI NAPOLI E VOLLA, 2023, che potete scaricare liberamente e leggere, poichè è molto ben fatto).

In questa parte della mappa, o almeno nell'unica immagine (parziale) che sono riuscito a reperire, è possibile localizzare alcuni elementi dell'area arcoriana. Purtroppo, l'area legata a Tavernanova, sebbene ricompresa nel disegno, non compare in maniera distinta (ci sarebbe da fare un salto al Museo di San Martino...):


Per poterci orientare sui luoghi, ho usato una mappa costruita lungo i primi 50 anni dell'800:


Quindi possiamo già partire con l'individuare S.Maria di Costantinopoli e la Taverna del Salice...

<continua>

martedì 24 marzo 2026

via Casamanna: altre tracce di antichità?

La foto è stata scattata qualche giorno fa in via Casamanna.

Sono evidenziate le sequenze di materiale di costruzione (conci) che costituiscono una arcata la cui morfologia denota una fase costruttiva distinta e cronologicamente anteriore rispetto alla struttura che gli è stata appoggiata sopra.

Dall'osservazione diretta emerge una chiara stratigrafia verticale: la muratura di fase successiva sembra inglobare l'estradosso dell'arco, suggerendo che quest'ultimo sia stato utilizzato come fondazione o come elemento di supporto per una nuova cortina muraria meno raffinata.

Le ipotesi che si possono fare su questa struttura, che certamente potrebbe essere relativa ad una cupola (una volta a crociera?), possono essere accompagnate dai seguenti due aspetti:

  1. Innalzamento del piano di calpestio: La quota attuale del suolo, che interseca l'arco ben al di sotto della sua linea di imposta, testimonia un significativo innalzamento del piano di calpestio, in una zona dove l'accumulo antropico e i detriti di probabili crolli precedenti hanno progressivamente interrato le strutture antiche.
  2. Cavità ipogee e natura dell'arco: Sebbene la morfologia richiami un passaggio aperto, non si esclude la possibilità che l'elemento rappresenti un arco di scarico integrato nella cortina muraria originaria per deviare i carichi verso i piloni laterali. Tuttavia, la regolarità dell'intradosso depone a favore dell'ipotesi di un ambiente voltato o di un varco monumentale ora sepolto, suggerendo l'esistenza di vani o ambienti ipogei ancora integri al di sotto del livello stradale attuale.
Una mappa del 1878, ci da una idea di come erano dislocate le varie unità abitative nella zona casamannese (peraltro indicata doppiamente come "tavernanova"):

Planimetria delle bonificazioni delle Paludi di Volla (1878)

Questa arcata che abbiamo individuato è praticamente allineata con la centuriazione romana "Ager Campanus I" come illustrato nel seguente post e, cosa più importante è parallela alla arcata particolare che troviamo a Casamanna:

fonte: Google Earth Pro

Usando di nuovo Google Earth Pro, possiamo aggiungere un ulteriore dettaglio (evidenziato):


una nuova traccia di arcata che potenzialmente identifica una struttura complessiva un poco più elaborata.
L'insieme, in asse, delle due strutture evidenziate nelle due foto, farebbe pensare ad una navata laterale e ad un arco a sesto acuto rispettivamente che rimanderebbero vagamente ad una struttura di epoca romanica (XI secolo)....chissà.

Ad ogni modo, siamo di fronte certamente al riutilizzo di materiale che, al di là delle strutture sovrapposte nei secoli, è assimilabile ad una traccia di struttura del tipo:


Per l'altezza, in via Casamanna siamo intorno ai 2,5 metri tra i 2 punti evidenziati.
Questa tipologia di arco potenzialmente si può rispecchiare in una immagine di una struttura di chiesa romanica nel post su S.Martino di Casamanna:

Mi riferisco alle arcate A e B su entrambi i lati (archi binati), ai quali la nostra ipotesi potrebbe ricondurci.


 

domenica 8 febbraio 2026

Tracce della centuriazione romana "Ager Campanus I" nella zona casamannese (ipotesi)

Di questa centuriazione, praticamente inesistente nelle nostre aree, resisterebbe una flebile traccia nei pressi di via Casamanna.

Le origini di questa centuriazione risalirebbero intorno al 131 a. C. in attuazione della Lex agraria Sempronia del 133 a. C., con Tiberio Gracco tribuno della plebe e Tiberio Gracco, Caio Gracco e Appio Claudio.

Il modulo, vale a dire la lunghezza del lato di ogni quadrato, è di 705 metri o, secondo la misurazione romana, di 20 actus . L'orientamento dei cardini è quasi perfettamente in direzione nord-sud con una lievissima inclinazione verso est (N-0° 10'E) .

Tale centuriazione era persistente nelle aree da Casilinum (Capua) e Calatia (presso Maddaloni) fino a Marano ed Afragola nella direzione nord-sud e da Caivano a Villa Literno nella direzione est-ovest. [cfr. G. Libertini – “Persistenza di luoghi e toponimi nelle terre delle antiche città di Atella e Acerrae”, Ist. Studi Atellani, 1999].

Sto parlando di questa particolare zona di via Casamanna che si differenzia per l’orientamento dei confini delle sue strutture rispetto alle aree adiacenti:


Lo spunto viene dall'articolo, pubblicato nel 2016, del prof. Giacinto Libertini, “Metodologia per la ricostruzione virtuale della topografia di un territorio in epoca romana”.

Le misurazioni, ottenute attraverso l’uso del software Google Earth® Pro, evidenziano un’area rettangolare di circa 50x75m che potrebbe essere agilmente mappata all’interno della centuriazione[1]; in particolare, la direzione dell’area è di circa 2° a Nord-Est, in perfetto accordo con il cosiddetto “cardo” romano, manifestando così uno degli aspetti tipici degli accampamenti romani (ovvero l’orientamento secco verso nord)

Centuriazioni: Nola III (reticolo giallo); Neapolis (reticolo verde); area Casamanna delimitata in verde

Nell'immagine, i reticolati delle centuriazioni (tratte dallo studio di: G. Libertini, B. Miccio, N. Leone, G. De Feo - "L’acquedotto augusteo del Serino nel contesto del sistema stradale e dell’urbanizzazione del territorio servito nell’Italia Meridionale", 2014):
  • Nola III: 69-79 d. C.
  • Neapolis: 75-81 d.C., 132-133 d.C.

Sorgono ovviamente alcuni interrogativi: perché di tutta l’area della centuriazione Ager Campanus I, solo questa piccola frazione ne rimane come traccia? possibile che nei secoli si sia cercato di non alterare i confini di quest’area? e a che pro?

Siamo, ovviamente, nel campo delle supposizioni: l’ipotesi che l’area di nostro interesse era un’area di una certa importanza religiosa (un’area sepolcrale, un tempio), quantomeno nell’ultimo secolo avanti Cristo, risulta preponderante rispetto a quella di un accampamento romano, struttura di natura temporanea, sebbene quest’ultimo potrebbe essersi trasformato in un’area stanziale in muratura che poi, una volta abbandonata, abbia favorito i successivi insediamenti.

Ricordiamo però che il 79 è stato l’anno dell'eruzione che cancellò Pompei e le zone limitrofe, modificando profondamente anche il territorio arcoriano; una ipotesi che potrebbe allora sussistere è che in quest’area di via Casamanna gli assegnamenti post-eruzione - per primo quello della centuriazione Nola III e successivamente quello di Neapolis – abbiano in qualche modo “salvaguardato” la frazione della più antica centuriazione appunto a causa della sua importanza religiosa.

Testimonianze

Una prima testimonianza riguarda la presenza di un ambiente a cupola che fu ritrovato negli anni '60 durante lo scavo, al di sotto di un "vano” costruito nel cortile (quello che ha un arco all’ingresso) all’interno del perimetro che abbiamo qui considerato.

Una seconda testimonianza (ma ne ricordo altre) ci parla della presenza di tombe di epoca romane ritrovate nel secolo scorso, se non addirittura di ulteriori reperti di epoca etrusca (come testimoniato da un architetto professionista che abita nei pressi di quest’area di via Casamanna).

[1] per completare un’area quadrata da 705m di lato sono necessari  circa 14x9 rettangoli come quello qui misurato.


domenica 25 gennaio 2026

Massaria della Pretiosa: 1405 pioppi e 4309 viti piantate e di queste...

 


...35 nei pressi della Taverna nuova. E' questo il conteggio fatto dal mese di novembre dell’anno 1735 e per tutto il mese di marzo dell’ 1740, da parte dei fratelli Romano (Domenico e Giovanni) di S.Anastasia per conto del cellerario del monastero di S.Severino e Sossio di Napoli, tale don Lodovico Bonito.

(ASNa, Corporazioni religiose soppresse, vol.1896)



Volendo aggiungere una nota sulle rendite ritroviamo, nel documento "ASN, corporazioni religiose soppresse, vol.196), fra’ Lamberto Capanna a S. Anastasio che incassa, per conto del monastero, 80 ducati per aver venduto 4 carri di Lagrima (Lacryma Christi) nell' agosto del 1691 (e pagati nel gennaio del 1692).

[Nota: grazie a Savio Di Dato di Mamagrà, S.Anastasia]

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