Tavernanova...aria gentile
Sito dedicato a Tavernanova di Casalnuovo di Napoli.
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sabato 25 aprile 2026
Tavernanova e Casalnuovo cento anni fa, viste dall'alto...
domenica 19 aprile 2026
Risalirebbe al 1730 la costruzione del "basso" a fianco la "taverna nova" (III)
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In questo documento, il Monastero spiega come, in accordo con gli "Esperti", verrà creato il muro con un portone per garantire l'accesso a chiunque verso la via che porta a Casalnuovo (di larghezza 32 palmi).
Tale muro sarebbe stato di una lunghezza pari a 38 palmi a partire dal costone(?) dello spigolo del portone del Monastero e fino al limite del territorio del Monastero del SS. Sacramento di Napoli "che sta situato dall'altra parte, ovvero a man sinistra quando si entra in detta strada, che va a Casalenuovo, vi sia la distanza di palmi 32". 32 palmi equivalgono a circa 8,5m; 38 palmi equivalgono a circa 10 metri.
Molto interessante è poi la menzione di un fossato alla sinistra della strada che porta a Casalnuovo, in un terreno appartenente ad un nuovo "attore" mai citato: la Congregazione del SS.Sacramento della B.V. della Misericordia di Napoli.
Per concludere, sarebbe interessante verificare se la famosa "Pianta", indicata in questo documento, potesse essere visionabile in qualche modo: l'ipotesi che la "chiusura" che il Monastero fece ( e che copriva all'incirca 45 m. dallo spigolo della grancia lungo la via Regia delle Puglie fino ad arrivare al "fossato" che lambiva la Strada per Casalnuovo) fu realizzata inizialmente con un "basso" e poi, nel secolo successivo, parzialmente modificata, acquisirebbe così un sigillo di certezza.
Qui, una nuova mappa del 1790 su gentile concessione della Biblioteca Nazionale di Napoli (particolare area tavernanovese):
Nota: a Napoli 1 palmo = 26,45 cm.
martedì 14 aprile 2026
Risalirebbe al 1730 la costruzione del "basso" a fianco la "taverna nova" (II)
<continua>
Dunque, 9 luglio 1730: il monastero comincia a mettere in piedi una "fabrica" (oggi diremo un cantiere) per costruire alcune case accanto alla sua taverna sulla Strada Regia, in un'area che l'Università di Casalnuovo rivendica come proprio territorio ("Tenimento").
sabato 11 aprile 2026
Risalirebbe al 1730 la costruzione del "basso" a fianco la "taverna nova" (I)
Mi riferisco a quello che si vede in questa foto del secolo scorso alla quale è stata approntata una modifica sulla base della continuità architettonica con gli ambienti annessi direttamente alla grancia. La modifica chiude in pratica l'accesso a via Zi Carlo (e via Arcora), freccia rossa. Il rettangolo verde racchiude invece, per chi ha memoria, la serie di ambienti dove una volta c'era il negozietto di mobili del sign. Delle Cave, l'indimenticato 'Ngiulille 'o barbiere e l'assicurazioni Pone (e, a seguire, il meccanico). Proprio questa area potrebbe essere stata oggetto di controversia in una causa tra il Com.ne di Casalnuovo e il Monastero di S.Severino & Sossio nel 1730.
In una foto degli anni '60 possiamo vedere come si presentava l'architettura che si estendeva a partire dalla grancia:
lunedì 6 aprile 2026
Il restauro della "Carta degli acquedotti di Napoli" e i luoghi arcoriani (II)
<...continua>
Dunque, proprio in alto, al centro, della carta del 1739, c'è un quadrivio; lo stesso lo ritroviamo nella carta del 1801-1850 dove possiamo individuare alcuni punti:
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| 1801-1850 |
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| 1739 |
In alto a sinistra della carta del 1739, troviamo disegnate alcune strutture (purtroppo ho solo questa immagine al momento): una è certamente la Chiesa di S.Maria di Costantinopoli (tagliata in alto), poi in basso lungo la strada e prima dell'incrocio la Taverna del Salice e poi un'altra struttura che dovrebbe essere il Casamento di Prechia (o Pecchia, come da un'altra mappa reperibile all'Archivio di Stato). Tale "casamento" dovrebbe essere la proprietà del cappellano della Chiesa di S.Maria, don Vincenzo Pecchia il quale, in un suo resoconto risalente al 1836 (e citato in C.Cicala “Casali Novo intus Arcora: excursus storico” – ed. Manna) asserisce che in tale cappella vi fu l’incontro memorabile del 24 febbraio 1265 tra i rappresentanti del popolo della città di Napoli e Carlo I D’Angiò per offrire a quest’ultimo le chiavi della Città.
Purtroppo, come già riportato, la carta del 1739 - perlomeno nell'immagine che ho, ma potrebbe essere quella di un restauro parziale - non è in buone condizioni. Quindi, con beneficio di inventario andiamo a localizzare altri due punti dei luoghi Arcoriani.
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| Casa dell'Acqua della Volla - 1739 |
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| Casa dell'Acqua della Volla, 1801-1850 |
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| 1739 |
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