domenica 26 luglio 2026

Un sito misterioso appare in una foto dell'area casamannese del 1929...(2)

 <continua>


Gli altri elementi che avevamo già individuato ci portano invece a considerare una ipotesi che va verso la definizione di un'area adibita alla macerazione della canapa.

I quadrati bianchi a sinistra potrebbero corrispondere ai covoni di canapa messi alla essiccazione mentre le celle che si intravedono al centro destra potrebbero corrispondere alle "vasche di macerazione" della canapa (per favorire la separazione delle fibre).

Ricordiamo infatti che l'area tavernanovese, quella che partiva dalla Bolla e fin verso il Salice e Casalnuovo era piena di piantagioni di canapa, lino e gelso come confermato nel libro di Carla Russo "Chiesa e comunità nella Diocesi di Napoli tra 500 e 700" - ed. Guida (1984), attività peraltro confermata anche nel 1738, come da un documento circa la causa che il Comune di Casalnuovo ebbe con Domenico Di Donato per aver "sementato il Canape; ne ha fatto legature 24", delle quali il comune richiedeva le tasse (cfr. ASN – Pandetta Negri 300 – contenitore 70, unità 11).

In questa ipotesi, il Castellum Acquae poteva servire per il riempimento delle vasche di macerazione.

<continua>


martedì 14 luglio 2026

Un sito misterioso appare in una foto dell'area casamannese del 1929...

  

fonte: Regione Campania - progetto Cirice


Nella foto aerea scattata nel 1929, mi ha colpito una area (un quadrilatero) che sembrerebbe depressa e che si trova in alto, di poco spostata dal centro verso destra, all'altezza del nucleo di via Casamanna.

Analizzando in dettaglio tale area, con l'ausilio di qualche tool di estrazione contorni ("Canny Edge Detector" 
https://bigwww.epfl.ch/demo/ip/demos/edgeDetector/), il particolare diventa il seguente:


Vi sono in questa immagine quelli che sembrano dei resti di strutture:

  1. Un matrice di 5x4 punti (alcuni mancanti) bianchi.
  2. Una struttura a raggiera, che supponiamo presentare una struttura centrale e 7 "raggi".
  3. Una struttura circolare (stile torre), con un oggetto lungo che fuoriesce dal centro
  4. In alto a destra quella che sembra una serie di (2x6 celle)

L'elemento che mi ha colpito inizialmente è la struttura a 7(?) radianti. Navigando in rete, mi ritrovo un qualcosa di simile: il Castellum Acquae.

Il Castellum Acquae era in antichità uno snodo di distribuzione idrica:


Quindi ci sarebbe da presumere che in questo sito arrivasse l'acqua...ma da dove?
Una idea potrebbe darcela una cartografia del 1790, dove sono indicati i punti di passaggio degli acquedotti all'epoca. Ebbene, l'ipotesi è che l'acqua che veniva distribuita (o utilizzata in sito?) era quella dell'acquedotto del Carmignano (sec. XVII).


L'ipotesi nasce dal fatto che uno dei pozzetti (che potremmo identificare con la "torre") sembra trovarsi grosso modo nell'area di riferimento del sito.

In linea generale, però, nulla si può dire sulla datazione del sito poichè altre variabili sono in gioco, e non è detto che il sistema di distribuzione dell'acqua a radianti possa risalire all'epoca romana.
Ci sono altri elementi che entrano in gioco.

<continua>




domenica 12 luglio 2026

...la Taverna del Salice vista dall'AI


 La Taverna del Salice vista da dietro rispetto alla via Regia delle Puglie, così come immaginata dall'AI sulla base della cartografia dell'Archivio dei Girolamini pubblicata di recente.

domenica 28 giugno 2026

domenica 21 giugno 2026

Nella Pianta dei Molini della Palude di Napoli, una interessantissima "vista" di sorgenti (e di molini, ovvio)...

Archivio dei Gerolamini, pianta dei molini della Palude di Napoli (part.)

 Una interessantissima cartografia è rappresentata dalla “Pianta a braccio di tutti li Molini, che sono nelle Paludi di questa città di Napoli, dalla Bolla per infino al Mare detti della Corsia[1], come anche di tutti gli altri, che sono in dette Paludi [] o con acque di Scaturiggini o con derivate da Formali Reale, che viene dalla Bolla, o pure dall’acque dette di Carmignano [] particolarmente n.to si osserva”. La data è Napoli, 26 luglio 1728.

 In questa pianta si può innanzitutto osservare la strada Regia della Puglie a sinistra con la diramazione in zona Salice che porta a Casalnuovo. Poi:

  •          La Casa dell’Acqua detta la Volla[2]. viene dalla Preziosa con le sue diramazioni “acqua che va alle fontane” e “acqua che va alli Molini”.
  •         Il Salice”, con l’omonima taverna e, di fronte, la Chiesa di S.Maria di Costantinopoli.
  •         dettagli sull’ “Acquedotto di Carmignano”, che viene dalle radici de monta Taurno [Taburno] e porta l’acqua che va alle fontane e va alli molini.
  •         Sorgive di S. Liguoro – se ne contano quattro – che sono indicate in un’ area particolarmente depressa.
  •         una Sorgiva degli Incurabili.
  •        Una “Casa della forma non manda acqua” ma che si collega al flusso delle 5 sorgive per formare un corso d’acqua che passa sotto il “Ponte detto di S.Antuono”.
  •       Nelle immediate vicinanze della Corsia” si dipartono ben sei sorgive “nel Territorio di Giuseppe Genovese, ma si congettura siano rotture fatte dall’acqua che viene dalla Volla, mentre si ritrova elevata dal piano del territorio molti palmi, sostenuta da argini di terra.”. Al centro della ramificazione di queste sei sorgive, ne viene indicata una con il 7 definita quale “sorgiva vera”.
  •         La “Taverna del Pepe
  •         Due molini, che possiamo considerare in area arcoriana, che sono:

o   Molino di Giuseppe Genovese

o   Molino di Dentice-Spica

 

Via via che si va verso Napoli, si passa attraverso elementi del territorio di Ponticelli (es. Molino dell’Annunziata).


[1] per Corsea, altro nome con cui si indicava il fiume Sebeto.

[2] l’estensione inusuale (rispetto ad oggi) potrebbe riferirsi alla Massaria denominata "Scampia", di proprietà del Monastero di S.Ligorio e che era affittata a Carmine Manna nel 1695 (ASN, Monasteri Soppressi, n.3378).

Canale Youtube - La playlist...

Post +popolari nell'ultimo mese...