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Gli altri elementi che avevamo già individuato ci portano invece a considerare una ipotesi che va verso la definizione di un'area adibita alla macerazione della canapa.
I quadrati bianchi a sinistra potrebbero corrispondere ai covoni di canapa messi alla essiccazione mentre le celle che si intravedono al centro destra potrebbero corrispondere alle "vasche di macerazione" della canapa (per favorire la separazione delle fibre).
Ricordiamo infatti che l'area tavernanovese, quella che partiva dalla Bolla e fin verso il Salice e Casalnuovo era piena di piantagioni di canapa, lino e gelso come confermato nel libro di Carla Russo "Chiesa e comunità nella Diocesi di Napoli tra 500 e 700" - ed. Guida (1984), attività peraltro confermata anche nel 1738, come da un documento circa la causa che il Comune di Casalnuovo ebbe con Domenico Di Donato per aver "sementato il Canape; ne ha fatto legature 24", delle quali il comune richiedeva le tasse (cfr. ASN – Pandetta Negri 300 – contenitore 70, unità 11).






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