domenica 2 agosto 2026

Un sito misterioso appare in una foto dell'area casamannese del 1929...(fine)

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Per concludere, la bibliografia conferma che fin dal XVIII secolo vi fossero, anche in area casalnuovese, insediamenti per la coltivazione della canapa.

Raffrontando la zona - dove è evidente la presenza di un manufatto che somiglia molto ad una antica struttura per lo smistamento delle acque, il castellum acquae - con una cartografia risalente intorno al 1790, si potrebbe affermare che la zona era attraversata dalle condutture dell'Acquedotto del Carmignano, risalente intorno al 1629 (cfr. M. Rasulo: "La risorsa acqua in Campania: strategie di uso tra tradizione e recupero", 2001)

Da qui un primo nodo da sciogliere è se il Castellum, incastonato in un'area appartenente ad una centuriazione che risalirebbe al I secolo dopo Cristo, sia legato ad antiche condutture coeve, poi riutilizzato dal Carmignano ne 1629 ed infine adattato alle esigenze dell'industria canapina della zona.

Abbiamo certo una presenza di quelle che sembrerebbero vasche di macerazione, la cui funzione era quella di sommergere e macerare i fusti di canapa, separando la fibra dal canapulo,  e quella dei fasci di canapa bagnati messi ad asciugare (se ne possono contare una ventina).

Un altro nodo da sciogliere è relativa ad una struttura che assomiglia ad una torre (vista dall'alto) che poteva fungere da punto di controllo del flusso idraulico o anche come punto di sorveglianza.

Un'altra ipotesi più suggestiva potrebbe sussistere:

I puntini bianchi come i resti di un colonnato romano, con a fianco i resti di un mausoleo di forma circolare; e le vasche potrebbero essere banalmente delle tombe romane (Sepulcretum, all'interno di un recinto funerario monumentale), oppure delle cellae oleariae o vinariae di pertinenza di una Villa rustica romana oppure degli alloggiamenti destinati ai lavoratori/schiavi di questa tenuta.

Ad ogni modo, il sito rappresenta una fotografia superstite di una civiltà (agricola) perduta.




domenica 26 luglio 2026

Un sito misterioso appare in una foto dell'area casamannese del 1929...(2)

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Gli altri elementi che avevamo già individuato ci portano invece a considerare una ipotesi che va verso la definizione di un'area adibita alla macerazione della canapa.

I quadrati bianchi a sinistra potrebbero corrispondere ai covoni di canapa messi alla essiccazione mentre le celle che si intravedono al centro destra potrebbero corrispondere alle "vasche di macerazione" della canapa (per favorire la separazione delle fibre).

Ricordiamo infatti che l'area tavernanovese, quella che partiva dalla Bolla e fin verso il Salice e Casalnuovo era piena di piantagioni di canapa, lino e gelso come confermato nel libro di Carla Russo "Chiesa e comunità nella Diocesi di Napoli tra 500 e 700" - ed. Guida (1984), attività peraltro confermata anche nel 1738, come da un documento circa la causa che il Comune di Casalnuovo ebbe con Domenico Di Donato per aver "sementato il Canape; ne ha fatto legature 24", delle quali il comune richiedeva le tasse (cfr. ASN – Pandetta Negri 300 – contenitore 70, unità 11).

In questa ipotesi, il Castellum Acquae poteva servire per il riempimento delle vasche di macerazione.

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martedì 14 luglio 2026

Un sito misterioso appare in una foto dell'area casamannese del 1929...

  

fonte: Regione Campania - progetto Cirice


Nella foto aerea scattata nel 1929, mi ha colpito una area (un quadrilatero) che sembrerebbe depressa e che si trova in alto, di poco spostata dal centro verso destra, all'altezza del nucleo di via Casamanna.

Analizzando in dettaglio tale area, con l'ausilio di qualche tool di estrazione contorni ("Canny Edge Detector" 
https://bigwww.epfl.ch/demo/ip/demos/edgeDetector/), il particolare diventa il seguente:


Vi sono in questa immagine quelli che sembrano dei resti di strutture:

  1. Un matrice di 5x4 punti (alcuni mancanti) bianchi.
  2. Una struttura a raggiera, che supponiamo presentare una struttura centrale e 7 "raggi".
  3. Una struttura circolare (stile torre), con un oggetto lungo che fuoriesce dal centro
  4. In alto a destra quella che sembra una serie di (2x6 celle)

L'elemento che mi ha colpito inizialmente è la struttura a 7(?) radianti. Navigando in rete, mi ritrovo un qualcosa di simile: il Castellum Acquae.

Il Castellum Acquae era in antichità uno snodo di distribuzione idrica:


Quindi ci sarebbe da presumere che in questo sito arrivasse l'acqua...ma da dove?
Una idea potrebbe darcela una cartografia del 1790, dove sono indicati i punti di passaggio degli acquedotti all'epoca. Ebbene, l'ipotesi è che l'acqua che veniva distribuita (o utilizzata in sito?) era quella dell'acquedotto del Carmignano (sec. XVII).


L'ipotesi nasce dal fatto che uno dei pozzetti (che potremmo identificare con la "torre") sembra trovarsi grosso modo nell'area di riferimento del sito.

In linea generale, però, nulla si può dire sulla datazione del sito poichè altre variabili sono in gioco, e non è detto che il sistema di distribuzione dell'acqua a radianti possa risalire all'epoca romana.
Ci sono altri elementi che entrano in gioco.

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domenica 12 luglio 2026

...la Taverna del Salice vista dall'AI


 La Taverna del Salice vista da dietro rispetto alla via Regia delle Puglie, così come immaginata dall'AI sulla base della cartografia dell'Archivio dei Girolamini pubblicata di recente.

domenica 28 giugno 2026

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