sabato 11 aprile 2026

Risalirebbe al 1730 la costruzione del "basso" a fianco la "taverna nova" (I)

 Mi riferisco a quello che si vede in questa foto del secolo scorso alla quale è stata approntata una modifica sulla base della continuità architettonica con gli ambienti annessi direttamente alla grancia. La modifica chiude in pratica l'accesso a via Zi Carlo (e via Arcora), freccia rossa. Il rettangolo verde racchiude invece, per chi ha memoria, la serie di ambienti dove una volta c'era il negozietto di mobili del sign. Delle Cave, l'indimenticato 'Ngiulille 'o barbiere e l'assicurazioni Pone (e, a seguire, il meccanico). Proprio questa area potrebbe essere stata oggetto di controversia in una causa tra il Com.ne di Casalnuovo e il Monastero di S.Severino & Sossio nel 1730.

 In una foto degli anni '60 possiamo vedere come si presentava l'architettura che si estendeva a partire dalla grancia:



I dettagli di questa storia li ritroviamo nella atto giuridico catalogato al vol.1821 delle "Corporazioni religiose soppresse" nel quale, peraltro, si accenna ad una "Pianta del Progetto" che non è tra le carte visionate.
Dico subito che i monaci, nel contesto di questa disputa presentata dall'Università di Casalnuovo alla Real Camera della Sommarìa, non badarono a spese ed ingaggiarono, per questa questione tavernanovese, D. Giulio Andrea de Palmas, Cellarario e Procuratore del Regio Monastero dei SS. Severino e Sossio, persona all'epoca molto nota:


<continua>




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