Avevo già pubblicato delle foto in cui era evidente una bella nevicata nel cortile del vecchio Bar Porcaro, risalenti alla famosa nevicata del 1965, che seguiva quella ancor più famosa del 1956.
Ho reperito altre foto a riguardo (in cui sono presenti mia madre e mio zio) dove è possibile scorgere anche il territorio dietro il cortile e l'edicola votiva (tuttora presente, ma ridipinta qualche decennio fa) di S. Antonio da Padova, a cui mio nonno Antonio Porcaro era molto devoto...
E' ora di sciorinare i ricordi...
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martedì 21 novembre 2017
sabato 11 novembre 2017
via Filippo Manna a Tavernanova...
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| Fonte: http://www.fondazionemanna.it/cms/index.php/biografia |
Mi sono incuriosito e vi riporto quindi quanto ritrovato su internet:
"Il Prof. Filippo Manna è nato a Casalnuovo di Napoli (NA) il 28 gennaio 1922 ed è ivi deceduto il 28 ottobre 2009.
Si è laureato giovanissimo, a soli 23 anni, il 21 dicembre 1945 in ingegneria industriale – Sottosezione meccanica. Allievo del Prof. Raffaele Tarantino diventa Libero Docente di Meccanica Applicata nel 1958, fu il primo classificato al Concorso per la Cattedra di Costruzione di Macchine bandito dall’università di Padova nel 1961. Chiamato dalla Facoltà d’Ingegneria dell’Università di Napoli a coprire l’omonima Cattedra vi ha dal 1962 professato a tempo pieno tale Disciplina in qualità di Professore Ordinario del Corso di Laurea in Meccanica fino alla data del 31-10-1997 di messa in congedo per raggiunti limiti d’età. E’ stato per oltre 10 anni Direttore di Istituto e di Dipartimento.
E’ stato componente dal maggio 2008 del Comitato Ordinatore dell’Università telematica Giustino Fortunato il cui Rettore è il Prof. Augusto Fantozzi.
E’ stato Socio Ordinario, dal 1965, dell’Accademia Pontaniana della cui I Sezione (Scienze matematiche pure ed applicate) è stato Presidente dal 1998 a. Ha per oltre un decennio rappresentato ufficialmente l’Italia nell’International Congress on Fracture (ICF) ed è stato Componente del Comitato Tecnico Impianti a pressione dell’Istituto Superiore per la Sicurezza del Lavoro (ISPSL) del Ministero della Sanità.
E’ autore di circa 250 memorie scientifiche riguardanti i settori di sua specifica competenza che vanno dalla Meccanica Applicata al Disegno Industriale ed afferiscono in particolare ai problemi di dimensionamento ed alla morfologia degli organi delle macchine, relativamente ai quali ha conseguito in Italia ed in Germania numerosi brevetti industriali [manicotti di scorrimento alla rototraslazione (Ballbushing), molle ad anelli gobbi (Sattelringfeder), anelli compensatori (Toleranzringe), ecc..
Ha pubblicato numerosi lavori didattici riguardanti la Costruzione di Macchine, le Macchine di sollevamento e trasporto ed il Disegno di Macchine portando a compimento, dopo circa tre lustri di ricerca e di documentazione, una monumentale STORIA DELLA SALDATURA (due volumi di oltre 1000 pagine, 1700 figure, 27 tavole fuori testo e 588 richiami bibliografici) ch’è l’unica nel suo genere e venne congiuntamente presentata nel 1981 all’IIW (International Institut of Welding) di Lisbona ed all’USSR-National Welding Committee di Kiev; 500 copie di tale Opera vennero acquistate dalla COMAU INDUSTRIALE (Consorzio Macchine Utensili, Torino) per essere distribuite agli Uffici Tecnici FIAT di cui la COMAU è notoriamente la Divisione specializzata in Robotica Industriale.
Sempre dopo un minuzioso lavoro di documentazione il Manna ha pubblicato pei tipi della Liguori Editore LE CHIAVI MAGICHE DELL’UNIVERSO, un volume a più chiavi di lettura di 456 pagine (832 illustrazioni delle quali 250 a colori e n.6 tavole fuori testo), cui è stato assegnato il Premio 1989 del Ministero pei Beni Culturali ed Ambientali e ch’è stato poi presentato al Maurizio Costanzo-Show del 13-4-1992 dallo stesso Autore. Per certi versi correlati all’argomento di quest’Opera sono i due volumi del medesimo LA TRIMURTI DELLE SCIENZE ESATTE e LE SPIRALI DI SATANA, laddove se ne distingue per mole di riferimenti storici e di documentazione iconografica IL PRIMATO DELLA LUCE, un libro di 513 pagine, 268 figure e LXXII tavole a colori patrocinato dal Comitato Nazionale per Scienze d’Ingegneria ed Architettura del CNR e che gli valse, nel 1996, il conseguimento del “Primo Premio Antonio Genovesi” per Benemeriti della Cultura e della Scienza. E’ stato poi notevole lo sforzo compiuto dal Manna per la composizione dell’opera in tre volumi UOMINI E MACCHINE (complessive 1120 pagine, 1500 illustrazioni ed 84 tavole a colori) nei quali con narrazione chiara ed appassionata che avvince il lettore tenendone sempre vivo e costante l’interesse vien fatto un excursus delle innovazioni tecniche che più hanno influenzato il progresso umano. Qui il Manna si preoccupa non soltanto di ben individuare le categorie degli inventori, ma anche di elencare e discutere in merito a tutte le condizioni al contorno che possono esaltare o far miseramente fallire anche il più utile dei ritrovati. Moltissime illustrazioni di questi tre volumi riguardano dispositivi arcaici delle preterite età innanzi ai quali vien fatto quasi di commuoversi pensando al travaglio richiesto dai loro ideatori e soprattutto al disinteresse, ormai giustiziato dal dio profitto, di cui quasi sempre i medesimi davano prova impegnandosi allo spasimo; è soprattutto questo disinteresse che i Musei ove ancora qualcuno dei detti dispositivi è custodito dovrebbero prospettare con qualche inserto da aggiungere al nome del cireneo che n’è stato l’ideatore e magari l’esecutore. Per quest’opera, in anteprima presentata all’Accademia dei Lincei, venne assegnato al Manna, addì 7 giugno 2001, il Premio Marathon con la seguente motivazione: “Al culmine della ricerca scientifica, acutissima, indagata nella più sottile eccezione, ritrova quella filosofia che riporta sugli orizzonti delle grandi e non ancora rivelate intuizioni. All’apice del momento scientifico c’è la riscoperta dell’orizzonte filosofico e la meraviglia delle intuizioni dei grandi maestri del passato”.
Ulteriori notizie sul sito della Fondazione omonima http://www.fondazionemanna.it/cms/index.php.
domenica 22 ottobre 2017
Pasqualino Castiello miracolato dalla Madonna dell'Arco
Siamo alla fine del 1800. Si legge nel "Periodico Mensile Madonna dell'Arco" che "Castiello Pasqualino di Taverna Nova, fu menato per mano dalla madre al nostro Santuario perchè confermasse colla...". Ma Google stoppa qui lo snippets.
La pagina è la 288 del periodico, stampato nel 1891-1894 dai Fratelli Tornese.
Urge del tempo per una visita alla Biblioteca Nazionale (o al Museo degli ex-voto del Santuario?)...
domenica 24 settembre 2017
don Viscardi Menzione e la processione dei "Misteri"...
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| La tomba di don Giuseppe Viscardi Menzione nella Parrocchia tavernanovese |
"IL GIOVEDI' santo, negli anni Trenta, un sacerdote terzigese, Don Viscardi Menzione, di felice memoria, fu il promotore di una processione detta dei "Misteri", la quale girava non solo per il paese, ma anche in Poggiomarino, Flocco, Casilli e Santa Maria La Scala, dalla tarda mattinata fino a tarda sera; si fermava in tutte le chiese ove c'era il "Sepolcro" per una visita al S.S. Sacramento e poi venivano cantate le strofette, forse arie metastasiane, sulla passione del Signore. Era un vero spettacolo di fede,offerto da uomini del popolo, profondamente cristiani. Inoltre, fino agli anni Quaranta, in piazza a Terzigno giungeva, nel pomeriggio, una processione dalla località Piano del Principe ('o Chian') detta "'e Vvirgenelle" composta in gran parte da ragazze vestite di bianco e da alcuni adolescenti vestiti da antiche soldati romani, i quali trascinavano, per così dire, un giovane che impersonava Gesù. Non mancavano le "pie donne" che accompagnavano Gesù sul Calvario. Si svolgeva un sacra rappresentazione, usando il testo scritto da Fra' Jacopone da Todi, autore del Trecento. Dopo la parte recitata, venivano eseguiti dei canti, sempre aventi come argomento la passione di Gesù."
Chissà se il don propose tale manifestazione anche al villaggio tavernanovese...comune il 28 Settembre cadono i 78 anni dalla scomparsa: lo ricorderemo?
giovedì 21 settembre 2017
17 Settembre 1943: il ricordo delle vittime della tragica incursione su Casalnuovo
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| fonte: Istituto Geografico Militare Italiano |
I fratelli De Maria, Mario e Angelo, che abitavano nel palazzo all’epoca in Via Benevento 69, accorsero a vedere le fiamme, insieme a molti altri. Quando i ragazzi arrivarono all’altezza del numero 73, caddero altre bombe che andarono dapprima a colpire lo Stabilimento della Partenope di fronte, adibito alla riparazione degli accumulatori per i sommergibili della Regia Marina, poi l’intero corpo di fabbrica sul lato sinistro della strada; morì sotto le macerie Angelo De Maria, insieme ad altre 30 persone, i cui nomi sono incisi su una lapide affissa nei pressi della Chiesa del Carmine in Via Benevento 36".
(fonte. S.Pocock - Campania 1943 - Three mices book)
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<continua> Per concludere, la bibliografia conferma che fin dal XVIII secolo vi fossero, anche in area casalnuovese, insediamenti per...
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o suggestioni estive? Tanto tempo fa, di questi cippi ve ne erano 4, posizionati a coppia sotto la prima e la terza arcata della grancia t...






