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mercoledì 24 dicembre 2014
sabato 13 dicembre 2014
Le suggestioni di Penry Williams
Attraverso due dipinti, uno datato 1841 ed un altro 1865, questo autore britannico del XIX secolo ci aiuta ad immaginare i luoghi arcoriani.
Sebbene non rappresentino realmente le nostre terre, il dipinto denominato "Acquedotto Romano in Campania" potrebbe avere avuto come spunto l'acquedotto Claudio nel tratto che passava da destra a sinistra con Palma Campania sullo sfondo (Vedere anche questo post).
L'altro dipinto, datato 1865 e denominato "Campagna Romana", è uno spunto per suggerire cosa si potesse intravedere nelle campagne pomiglianesi fino ad una quarantina di anni fa (zona Pacciano).-
Suugestionatevi...e buona Domenica!
Sebbene non rappresentino realmente le nostre terre, il dipinto denominato "Acquedotto Romano in Campania" potrebbe avere avuto come spunto l'acquedotto Claudio nel tratto che passava da destra a sinistra con Palma Campania sullo sfondo (Vedere anche questo post).
L'altro dipinto, datato 1865 e denominato "Campagna Romana", è uno spunto per suggerire cosa si potesse intravedere nelle campagne pomiglianesi fino ad una quarantina di anni fa (zona Pacciano).-
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| 1841 - Acquedotto in Campania |
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| 1865 - Campagna romana |
mercoledì 10 dicembre 2014
1 Giugno 1799: da Pomigliano a Napoli per liberarla dai Francesi
A completamento di un post dell'anno scorso che riguardava le storie di Napoli del 1799, ho scovato un altro piccolissimo elemento:
Dal Diario Napoletano 1798-1800 di C. De Nicola (1906 - Società napoletana di storia patria):
"Persona che è stata sulla strada di Poggioreale, mi ha detto, che il popolo era in folla per vedere arrivare la colonna degl' insorgenti, ed additavano la bandiera che vedovasi sventolare in lon- tananza a Pomigliano d'Arco. Questa sera si è mandato quel vecchio settuagenario di Pacifico a postarsi con una sessantina di ragazzi sul ponte a Poggioreale. Questo è per la via di Puglia ;[...]"
Dal Diario Napoletano 1798-1800 di C. De Nicola (1906 - Società napoletana di storia patria):
"Persona che è stata sulla strada di Poggioreale, mi ha detto, che il popolo era in folla per vedere arrivare la colonna degl' insorgenti, ed additavano la bandiera che vedovasi sventolare in lon- tananza a Pomigliano d'Arco. Questa sera si è mandato quel vecchio settuagenario di Pacifico a postarsi con una sessantina di ragazzi sul ponte a Poggioreale. Questo è per la via di Puglia ;[...]"
Dire che da Poggioreale si vedeva la bandiera degli insorgenti mi sembra voler dire che, fusse o nun fusse, gli insorgenti per Tavernanova dovevano passare...
Inoltre, una descrizione degli eventi più in generale la potete ritrovare qui.
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| L'ingresso trionfale del Card. Ruffo in Napoli. Notate a sinistra il Ponte della Maddalena |
Un altro appuntamento che Tavernanova, grazie alla Via Regia delle Puglie, non manca...
sabato 8 novembre 2014
A ciò che iniziò il duca di Alcalà...
..n'ata botta gliela diede il vicerè di Spagna, conte di Monterey.
Parliamo della Strada di Puglia, alias la Nazionale che attraversa Tavernanova.
Il duca di Alcalà, Pedro Afan de Ribeira, la cominciò nel 1559.
Nel 1631 poi, come leggiamo nel testo del 1789, di G. Sigismondo
"Descrizione della città di Napoli e suoi borghi - Tomo III":
Dirimpetto poi al Palazzo di Poggio Reale leggesi la memoria del viceré Conte di Monterey, che accomodò la Strada di Puglia nel 1631 ne’ seguenti termini:
Parliamo della Strada di Puglia, alias la Nazionale che attraversa Tavernanova.
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| Pedro Afan de Ribeira |
Nel 1631 poi, come leggiamo nel testo del 1789, di G. Sigismondo
"Descrizione della città di Napoli e suoi borghi - Tomo III":
Dirimpetto poi al Palazzo di Poggio Reale leggesi la memoria del viceré Conte di Monterey, che accomodò la Strada di Puglia nel 1631 ne’ seguenti termini:
"Philippo IV. Rege
Viam ab Daunia, Apulia, Japigia, ora Adriatici, & Jonii Neapolim belli pacisq. opportunitatibus celebrem, alluvionibusq. mersam anno MDCXXXI. multis locis nec equo, nec lintre superabilem, quod incrustati Vesuviano cinere montesq. collesque aquam cælestem diu celeberrimam illibatam rejicerent: bellicis quamquam intentus apparatibus, cum tota fureret Mars impius Europa, ne quam sui muneris partem omitteret, exaustis aquis, repletis hiatibus, tutamento Regni, & annonæ celebriorem reddidit Emanuel Fonseca & Zunica Comes Montis Regii Prorex. Præfecto viarum Antonio Suares Messiæ Marchione Vici.".
Viam ab Daunia, Apulia, Japigia, ora Adriatici, & Jonii Neapolim belli pacisq. opportunitatibus celebrem, alluvionibusq. mersam anno MDCXXXI. multis locis nec equo, nec lintre superabilem, quod incrustati Vesuviano cinere montesq. collesque aquam cælestem diu celeberrimam illibatam rejicerent: bellicis quamquam intentus apparatibus, cum tota fureret Mars impius Europa, ne quam sui muneris partem omitteret, exaustis aquis, repletis hiatibus, tutamento Regni, & annonæ celebriorem reddidit Emanuel Fonseca & Zunica Comes Montis Regii Prorex. Præfecto viarum Antonio Suares Messiæ Marchione Vici.".
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| Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterrey |
Questo conte probabilmente a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 1631 diede inizio ai lavori di rifacimento della strada, che certamente modificò in qualche modo anche la struttura del nostro villaggio (o di quello che ne rimaneva).
Grazie per le visite.
venerdì 31 ottobre 2014
Una relazione di quasi 400 anni fa ci racconta che...
Siamo nel 1631. Tavernanova è un luogo riconosciuto da almeno una dozzina di anni e trovasi a circa 5 miglia dalla capitale del Regno.
E' il 16 Dicembre del 1631: lo sterminator Vesevo fa sentire ancora una volta la sua potenza.
Il Signor Abbate Giulio Cesare Braccini da Giouiano di Lucca scrive una relazione di quei tristissimi giorni al Card. Girolamo Colonna:
"Raccontano quelli,che fono tornati questa settimana di Puglia, auer la vía da Ariano in quá infin'a
5 miglia vicino a Napoli trouato tanto ricoperta dalle-ceneri tutta la campagna che appena scorgeasi gli arbori, onde stimano, che il bestiame sia quiui per tutto morto e che gli huomini nó sieno per poterci abitare così presto: Anzi che gia aueuano tutti scavato, essendosi da loro incontrato infinite
pouere perfone, che fuggiuano alia volta di Puglia -chi có figliuoli in collo -e chi con altre bazzecore tato mifere,e disperate che faceuano piangere le pietre. Referifcono di piu, che giunti vicino a Marigliano oltre la difficolta, che ebbero in passare dal Cardinale in fin'lá per la strettezza del
la strada calcara, che fuori di quella non fi poteua uscire senza pericolo di annegarsi due volte furono ricoperti da una cosi densa nuuola piena di arena bagnata, la quale pareua di mare,che non si scorgeuano l'vn'altro : onde essendosi avvicinati a Napoli, non sapevano cessare di lodare Iddio,
perche gli aueua tratti da tanto pericolo e cóndotti come in Terra di promiíssione...".
No comment: cosa avranno pensato i neo-tavernanovesi? Appena riconosciuti e già pieni di problemi...
Il testo completo lo trovate qui: Biblioteca Digital Hispanica
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<continua> Per concludere, la bibliografia conferma che fin dal XVIII secolo vi fossero, anche in area casalnuovese, insediamenti per...
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o suggestioni estive? Tanto tempo fa, di questi cippi ve ne erano 4, posizionati a coppia sotto la prima e la terza arcata della grancia t...






