venerdì 10 marzo 2017

17 Settembre 1943 - Incursione aerea su Casalnuovo

Fonte: Panorama/Olycom
"Il 17 settembre fu una giornata nera per i paesi vesuviani; fra le zone coinvolte in una serie di attacchi compiuti dai cacciabombardieri americani, anche il centro di Casalnuovo finì colpito dal lutto , quando furono sganciate bombe sulla zona della stazione ferroviaria, dove in poco tempo si sviluppò un incendio a causa della presenza dei vagoni-cisterna con del carburante a bordo.

I fratelli De Maria, Mario e Angelo, che abitavano nel palazzo all’epoca in Via Benevento 69, accorsero a vedere le fiamme, insieme a molti altri. Quando i ragazzi arrivarono all’altezza del numero 73, caddero altre bombe che andarono dapprima a colpire lo Stabilimento della Partenope di fronte, adibito alla riparazione degli accumulatori per i sommergibili della Regia Marina, poi l’intero corpo di fabbrica sul lato sinistro della strada; morì sotto le macerie Angelo De Maria, insieme ad altre 30 persone, i cui nomi sono incisi su una lapide affissa nei pressi della Chiesa del Carmine in Via Benevento 36.
" (tratto da S.Pocock - Campania 1943 Vol.II)

martedì 7 marzo 2017

Un protopartigiano di Casalnuovo: Mauro Errichiello

Di questa persona, riporto quanto raccolto da Simon Pocock:
"Mauro Errichiello, detto “Mauriello o’ Sciumm’”, classe 1896 e residente in Via Vernicchi, era un proprietario coltivatore e un ex ardito di guerra, uomo noto per la sua forza erculea, rispettato e temu­to nel paese (per i suoi modi spicciativi?).



Già dal 5 settembre Errichiel­lo si mise a disposizione di quei giovani che volevano evitare di esse­re costretti a lavorare per i tedeschi."
La storia di quei giorni ci dice che dopo la dichiarazione dell'armistizio (8 Settembre 1943), le cose tra italiani e tedeschi cominciamo a peggiorare (se già non lo erano prima...).
Fu così che, a fronte del comando di ritirarsi dato alle truppe italiane, anche nella zona napoletana "fu detto ai vari reparti italiani dislocati lungo la strada di tornarsene a casa, episodio di cui fu testimone il caporale Mario Mattiuzzo, di stanza con una compagnia di mitraglieri nel vici­nissimo territorio di Casoria, alla Cittadella.
La maggior parte dei soldati italiani seguirono il consiglio del generale, rompendo gli ottu­ratori delle loro armi e scappando via. Nel periodo del dopo-armistizio, quindi, si aggiunsero alla banda di Errichiello una decina di soldati sbandati dalle varie batterie e così quest’ultimo finì per trovarsi a capo di una vera e propria compagnia di combattenti".

lunedì 6 marzo 2017

...e mentre Mussolini rassegnava le dimissioni, nei cieli tavernanovesi...

...i bombardieri bimotori Wellington del 205th Bomber Group della RAF britannica colpirono la linea aerea ...tratto ... Casalnuovo - Pomigliano d’Arco della Ferrovia Circumvesuviana.
Era la notte tra il 26 e il 27 Luglio del 1943.
E qulache giorno prima, il 17 Luglio, forse furono i cannoni di Casarea a colpire un bombardiere ame­ricano B-26 Martin Marauder, di ritorno da una missione sopra il porto e lo scalo merci di Napoli; dall’aereo colpito riuscirono a lanciarsi con i paracadute tutti i sei mem­bri dell’equipaggio, prima che l’aereo andasse a schiantare nel terri­torio di Pollena Trocchia.

( Fonte: S.Pocock - Campania 1943 - vol II)

Altre cose ho da dirVi in merito a questo periodo, frutto della memoria di nostri compaseani (e raccolti dall'autore del testo sopra citato).

sabato 4 marzo 2017

Estate 1943 - Gli obiettivi sensibili nell'area tavernanovese

Avevo già postato le foto scattate dai ricognitori inglese in quel del Luglio 1943. Ora, grazie alle ricerche fatte da Simon Pocock nel suo libro "Campania 1943 - Vol. II", ricerche a cui hanno contribuito alcuni nostri illustri compaesani tavernanovesi (e non), Vi riporto quanto segue:

"Una batteria di quattro cannoni stava a Casarea, in Via Filichito, a circa un chilometro dall’imbocco di questa con la Via Nazionale delle Puglie, mentre un’altra batteria italiana, la N° 24 da 75/49 alle dipen­denze del Regio Esercito con sede di comando a Napoli, si trovava a Tavernanova, in Via Casa dell’Acqua, insieme a un gruppo di rifletto­ri.
Altri cannoni si trovavano in località Salice all’angolo tra l’attuale Via Napoli e Via Salice ex Via Nazionale delle Puglie, ai confini del ter­ritorio comunale di Afragola. Altre batterie ancora si trovavano in Via Tamburriello a Casarea, e “’ncopp’ ’o canciello”, ossia Via Cancello.
C’era anche una batteria di ben otto temutissimi cannoni tedeschi da 88 mm, con relativo accampamento per il personale, insediato nei pressi dell’attuale Parco Aurora nella frazione di Licignano, vicino alla nuova Chiesa dell’Annunziata, mentre un gruppo di riflettori si posizionò a Tavernanova, poco dopo la Chiesa della SS. Addolorata.
Nella zona di Via Casa dell’Acqua, poi, si trovava un altro accampa­mento tedesco.
Doveva esserci anche un Comando Militare Tedesco in Casalnuovo, visto il riferimento dato al posto in cui fu tradotto un soldato ger­manico, accusato di un atto di libidine nei confronti di una bambina dodicenne di Roccarainola.
"

Nelle due foto qui proposte, trovate cerchiate IN ORIGINALE gli obiettivi sensibili secondo le truppe britanniche.


domenica 26 febbraio 2017

Una parte di un ramo dell'acquedotto del Serino viene fuori dagli scavi della TAV.



"Gli strati di obliterazione che riempivano il cunicolo in cui era collocato il condotto restituiscono materiali che sembrano databili nel I sec. d.C.", afferma la relazione del Prof. Fausto Zevi - Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



La relazione la trovate qui

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