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| Esempio di sigillo in calce ad una pergamena |
...da una prima analisi di un centinaio di trascrizioni di pergamene, tratte dal testo di M.R. Pilone "L'antico inventario delle pergamene del Monastero dei SS. Severino e Sossio : Archivio di Stato di Napoli, Monasteri soppressi, vol. 1788".
La prima che salta alla mente è legata ad un personaggio della mia
ed anche della vostra infanzia: 'Cecca 'a crastapuorche ovvero 'a serengara.
Ve la ricordate?
Bene. In una pergamena del 1087 compare un certo Aligerni Ciaccaporci che risulta essere un confinante della terra che
Petrus de Turre, filius Aligerni, dona al Monastero di S.Severino e Sossio. Questa terra si trovava in loco
Pumillano foris Arcora dudum Aqueductus.
Ciaccaporci=Crastapuorche!! Evviva Francesca, che Dio l'abbia in gloria.
Inoltre, i monaci attestati alla Masseria Pretiosa
che comandava anche la grancia tavernanovese, facevano il
vinum grecum, saccapanna et fructoras: il vino greco! La saccapanna era la vinaccia.
Un'altra traccia che viene fuori dalle pergamene è che la grancia tavernanovese venisse. usata come
infirmaria dai monaci.
Ancora, sempre seguendo qualche traccia sulla grancia tavernanovese, altre ipotesi da perseguire sono legate ad alcune pergamene delle quali la più vecchia marca 1118.
...e mi mancano ancora qualche decina di trascrizioni che riguardano Terczo (Terzo), un luogo prossimo a Ponticelli, che alcuni studiosi dicono avere a che fare con Tavernanova.
Alla prossima e grazie per le visite.