Arcangelo Francese, Ricevitore dei Dazi di consumo a Tavernanova agli inizi del 1800.
Probabilmente era di S.Sebastiano al Vesuvio, ma lavorava a Tavernanova.
Riscuoteva praticamente le tasse per i consumi del vino ma anche per altre cose, quali animali, canapa, carte, grani, granaglie etc. (fonte:Della storia delle finanze del regno di Napoli: libri sette, Volume 3 di Lodovico Bianchini)
E' menzionato in un piccolo libretto di poesie e varie amenità, "Poesie giovanili Giovanni Di Biase", che venne stampato per un gruppetto di persone (gli associati) in un contesto che potrebbe essere definito l'antesignano del moderno self-publishing: gli associati pagavano un certa quota e l'autore/editore stampava qualche libretto e lo mandava loro.
Uno di questi acculturati associati era il ricevitore dei dazi in quel di Tavernanova, nel 1836.
Grazie per le visite!
Ah, si tenite 'ggenie 'e ve leggere 'o libbre...
Posti nel blog...
- Condottieri di ventura nei luoghi arcoriani...
- Storielle e filastrocche....dedicate a Tatonno 'e Galiota
- 'E canzone d'o zie Peppine (Giuseppe Porcaro)...
- I caduti della Grande Guerra (1915-18)
- Museo Virtuale "Tavernanova400"
- Cronache dalla Seconda Guerra Mondiale
- Video tavernanovesi...
- San Martino di Casamanna
- Aree archeologiche della zona arcoriana
- Inno Tavernanovese di Antonio Barone.
- Calendario Tavernanovese 2026
- Biblioteca digitale
domenica 9 ottobre 2016
sabato 1 ottobre 2016
1648: pure l'esercito di Masaniello passò per Tavernanova
Tutti sanno che Tommaso Aniello d’Amalfi, meglio noto come Masaniello, fu il principale protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo.
Sotto la direzione del vicerè, il Duca d'Arcos, gli spagnoli decisero di affamare il popolo napoletano impedendo l'arrivo delle granaglie dalla Puglia attraverso la via Regia che passava proprio per Tavernanova: "A tale uopo prescelsero la via che, dalle Puglie per Ariano, menava alla detta città, essendosi infatti questa l'unica e sola via del più largo transito".
Masaniello e i suoi, quindi "si risolsero di occupare Ariano, come chiave del commercio delle Puglie. Per il che un esercito di popolani, con a capo Pietro di Biasio, Cappellano di Rua Catalana e Pier Luigi Yilprutz fu spedito alla volta di questa città.".
Ovviamente gli Arianesi chiesero "al governatore della provincia, il Duca di Salza, che era in Montefusco, un esercito per resistere. Allora il Duca recossi tantosto in Ariano e sul cadere di otto-bre 1647 attese a fortificarla, ingiungendo a tutti i Baroni delle terre attigue e fedeli alla Spagna di venirne alla difesa.
Intanto, al cominciar del nuovo anno, i popolani capitanati dal Yilprutz, da Orazio Vassallo, da Diego Anzalone e Giuseppe Morra arrivarono ai piani di Grottaminarda; ed il loro numero si veniva sempre più crescendo per effetto delle insolenze e soprusi degli Spagnuoli.
In vista di pericoli cosÏ imminenti, il Duca di Salza ordinò l'incendio di tutte le case di campagna attorno ad Ariano; ma questo espediente non gli valse.
I popolani infatti assediarono questa città, e nel 6 marzo del 1648 il Yilprutz ordinò un generale assalto alla medesima, che rinnovossi per 4 giorni di seguito, fino a che fu presa: e il Duca di Salza ferito."
(fonte: "A.M. Iannachino, "Topografia storica dell'Irpinia / per il parroco Angelo Michele Jannacchini")
Sotto la direzione del vicerè, il Duca d'Arcos, gli spagnoli decisero di affamare il popolo napoletano impedendo l'arrivo delle granaglie dalla Puglia attraverso la via Regia che passava proprio per Tavernanova: "A tale uopo prescelsero la via che, dalle Puglie per Ariano, menava alla detta città, essendosi infatti questa l'unica e sola via del più largo transito".
Masaniello e i suoi, quindi "si risolsero di occupare Ariano, come chiave del commercio delle Puglie. Per il che un esercito di popolani, con a capo Pietro di Biasio, Cappellano di Rua Catalana e Pier Luigi Yilprutz fu spedito alla volta di questa città.".
Ovviamente gli Arianesi chiesero "al governatore della provincia, il Duca di Salza, che era in Montefusco, un esercito per resistere. Allora il Duca recossi tantosto in Ariano e sul cadere di otto-bre 1647 attese a fortificarla, ingiungendo a tutti i Baroni delle terre attigue e fedeli alla Spagna di venirne alla difesa.
Intanto, al cominciar del nuovo anno, i popolani capitanati dal Yilprutz, da Orazio Vassallo, da Diego Anzalone e Giuseppe Morra arrivarono ai piani di Grottaminarda; ed il loro numero si veniva sempre più crescendo per effetto delle insolenze e soprusi degli Spagnuoli.
In vista di pericoli cosÏ imminenti, il Duca di Salza ordinò l'incendio di tutte le case di campagna attorno ad Ariano; ma questo espediente non gli valse.
I popolani infatti assediarono questa città, e nel 6 marzo del 1648 il Yilprutz ordinò un generale assalto alla medesima, che rinnovossi per 4 giorni di seguito, fino a che fu presa: e il Duca di Salza ferito."
(fonte: "A.M. Iannachino, "Topografia storica dell'Irpinia / per il parroco Angelo Michele Jannacchini")
mercoledì 28 settembre 2016
Condottieri di ventura: Angelino d'Austria (1387)
Siamo nel Gennaio del 1387, Angelino d'Austria (o Angelino Berger, Angelo Chel, Angelo di Stulich, Angelo di Sterlida), Duca di Bari, signore di Rutigliano e di Montenero "Esce da Napoli con 40 cavalli e si scontra presso Casalnuovo di Napoli con Giacomo Stendardo".
Il mese successivo, "i contadini di Trocchia e di Pollena uccidono otto suoi saccomanni; il condottiero si porta con i suoi cavalli tedeschi in tali borgate e le mette a ferro e fuoco".
(fonte http://www.condottieridiventura.it/)
Queste e altre battaglie fecero sì che quasi tutto il territorio arcoriano lungo il solco della antica Strada Consolare Appia venisse distrutto e tutta la zona impoverita.
Nota storica: Casalnuovo di Napoli "nasce" dopo il 1400
Il mese successivo, "i contadini di Trocchia e di Pollena uccidono otto suoi saccomanni; il condottiero si porta con i suoi cavalli tedeschi in tali borgate e le mette a ferro e fuoco".
(fonte http://www.condottieridiventura.it/)
Queste e altre battaglie fecero sì che quasi tutto il territorio arcoriano lungo il solco della antica Strada Consolare Appia venisse distrutto e tutta la zona impoverita.
Nota storica: Casalnuovo di Napoli "nasce" dopo il 1400
domenica 25 settembre 2016
La storia tavernanovese vista dalla grancia dei monaci cassinesi (Parte II et ultima).
![]() |
| Ricostruzione "ideale" della villa rustica tavernanovese lungo la via Filichito |
Con l'eccezione della pergamena relativa all'anno 949, quasi tutte le altre sono state raggruppate dalla dott. M.R. Pilone come riguardanti uno stesso fondo (n.1110, 1691, 1696, 793, 910, 146, 147, 247).
Nella fattispecie, la pergamena n.1696 ci dice che il fondo con casa coperta ad lista - con forno, alberi e un proprio frutteto, è detto Orticellu.
Nel 1250, secondo la pergamena n.1834, infine Letizia, vedova del defunto Simone Guindazzo, dona al Monastero di SS.Severino e Sossio un fondo con Casa, Curte et Harea proprio nei pressi del fondo che fu del Visconte e che confina da due parti con questo Orticellu.
Per concludere: la grancia tavernanovese MOLTO PROBABILMENTE comprendeva il complesso Gaudiosi e tutta la serie di costruzioni che si susseguono (susseguivano, capirete che parlianmo di scarsi 800 anni fa!) a partire dal complesso della Cappella di S.Maria ad nives fino ad arrivare grosso modo qui:
Tale grancia si è man mano consolidata nei secoli grazie alle donazioni di personaggi illustri dell'epoca (ricordiamo il Visconte di Napoli e lo stesso Duca!) fino ad essere luogo di taverna (nuova) agli albori del 1600.
Giusto per...vi ripropongo un particolare del dipinto del XVIII sec. (attribuito a R:Montanari), dove si vede Tavernanova e i due complessi (ormai distinti, vista la Regia Strada delle Puglie). In particolare, via Filichito non esiste, ma c'è il sentiero che portava fino all'ingresso (peraltro confermato da alcune mappe del XIX secolo) della grancia/villa lato Sud.
martedì 20 settembre 2016
La storia tavernanovese vista dalla grancia dei monaci cassinesi (Parte I).
![]() |
| Pseudo ricostruzione della villa rustica tavernanovese (lato Nord) |
Ma andiamo con ordine: siamo nel 949, il duca di Napoli - non uno qualunque! - permuta un molino con un territorio in Arcora.
L'analisi della pergamena insieme a quella della reticolazione delle centurie riconosciute sul territorio arcoriano, stabilisce che il territorio che va al duca comprende proprio il terreno dove è situato il palazzo Gaudiosi.
Non sappiamo se prima di tale anno vi fossero effettivamente dei ruderi di una villa rustica romana, ma sappiamo che quest'area era stata possedimento di Maria, figlia di uno degli eredi del Duca Marino, quasi un centinaio di anni prima (898) e che l'aveva donata a sua volta al Monastero (c'è però da sottolineare che, analizzando altre pergamene successive che riguardano Arcora, la presenza di case, ruderi o altro è stata sempre trascritta).
Dopo il 949, facciamo un salto diretto (non vi sono altri documenti) al 1200 circa, dove vi è uno scambio di proprietà tra Pietro Cacapice Truttello e il visconte Pietro Macza (Massa); tale fondo si trova in Villa Arcora (attenzione a "Villa").
Nel 1246 circa, lo stesso Visconte dona un fondo in loco Arcora al Monastero e poi, qualche anno dopo, insieme al fratello Napolitano Macza, vende al Monastero due fondi: Mocza e Orticellu.
Sembrerebbe che, contemporaneamente alla suscritta vendita, i coniugi Pietro Macza e la consorte Maria rinunciarono - sempre a favore del Monastero - ad una "casa coperta ad lista [...] cum integre omne bestie nostre et cum integre omne mobile nostrum".
Qui bisogna sottolineare due punti: la casa coperta "ad lista" è tipico di una villa rustica romana (e i resti di questa copertura si rilevavavno una trentina di anni nel complesso Gaudiosi); il mantenimento delle bestie, presente nelle ville rustiche più grandi come lo era appunto il complesso Gaudiosi, che si estendeva come un unicum che racchiudeva tutte le costruzioni a partire dalla cappella di S.Maria ad Nives fino all'ultimo rudere (ad oggi) che è giù su via Filichito (a destra).
Iscriviti a:
Post (Atom)
Canale Youtube - La playlist...
Post +popolari nell'ultimo mese...
-
fonte: Regione Campania - progetto Cirice Nella foto aerea scattata nel 1929, mi ha colpito una area (un quadrilatero) che sembrerebbe de...
-
<continua> Per concludere, la bibliografia conferma che fin dal XVIII secolo vi fossero, anche in area casalnuovese, insediamenti per...
-
o suggestioni estive? Tanto tempo fa, di questi cippi ve ne erano 4, posizionati a coppia sotto la prima e la terza arcata della grancia t...




